Il PUN supera i 268 €/MWh: è di nuovo Allarme Bollette

Il PUN supera i 268 €/MWh: è di nuovo Allarme Bollette

 

Cosa sta succedendo e quanto rischiamo di pagare?

Il “fantasma” della crisi energetica sembra stia tornando a bussare alla porta di famiglie e imprese italiane. Proprio oggi, il PUN (Prezzo Unico Nazionale) dell’energia elettrica, ha superato la soglia critica dei 268 euro al megawattora, registrando picchi vertiginosi che hanno toccato quota 350 euro.
Un’impennata di questa portata non si vedeva dal 20 dicembre 2022, nel pieno della tempesta geopolitica legata al conflitto in Ucraina e ai tagli delle forniture di gas russo.

Ma quali sono i motivi principali di questi aumenti vertiginosi? E che impatto avranno sulle nostre bollette?
 

Perché il prezzo dell’energia continua ad aumentare

Il problema principale riguarda un limite piuttosto preoccupante del nostro mercato elettrico: in Italia, la produzione di energia elettrica è ancora fortemente legata all’utilizzo del gas naturale. Ogni volta che i mercati del gas subiscono tensioni e fluttuazioni, il costo della luce schizza immediatamente verso l’alto.

Il PUN riflette esattamente questa vulnerabilità: il gas detta le regole e, quando sale, sale inevitabilmente anche l’energia elettrica. I picchi di oltre 350 €/MWh registrati nelle ore serali non sono un caso: coincidono con il momento della giornata in cui la domanda energetica domestica raggiunge il culmine, mentre la produzione da fotovoltaico si azzera man mano che il sole scompare e arriva il buio.
 

Valori dell’Indice PUN mensile da Gennaio 2025 a Ottobre 2026

Per farci un’idea degli aumenti del PUN dallo scorso anno, in questa tabella sono riportati i valori del PUN del 2025 e del 2026 fino ad oggi.

Mese e Anno PUN Monorario
(€/kWh)
PUN Fascia F1
(€/kWh)
PUN Fascia F2
(€/kWh)
PUN Fascia F3
(€/kWh)
PUN ottobre 2026 [Provv] 0,22661 – – –
PUN settembre 2026 0,20754 0,20635 0,22758 0,19702
PUN agosto 2026 0,17999 0,17452 0,20435 0,17172
PUN luglio 2026 0,15704 0,15420 0,16938 0,15226
PUN giugno 2026 0,13250 0,12576 0,15170 0,12724
PUN maggio 2026 0,11935 0,10717 0,13144 0,12081
PUN aprile 2026 0,11947 0,11114 0,13826 0,11663
PUN marzo 2026 0,14340 0,14302 0,15391 0,13809
PUN febbraio 2026 0,114405 0,12228 0,11984 0,10530
PUN gennaio 2026 0,132665 0,15126 0,13740 0,11829
PUN dicembre 2025 0,11549 0,13009 0,11998 0,10452
PUN novembre 2025 0,117085 0,12959 0,12402 0,10551
PUN ottobre 2025 0,111042 0,11783 0,12166 0,09948
PUN settembre 2025 0,109076 0,10959 0,12093 0,10188
PUN agosto 2025 0,108789 0,10558 0,11797 0,10604
PUN luglio 2025 0,113130 0,10896 0,12710 0,10849
PUN giugno 2025 0,111782 0,11306 0,12676 0,10363
PUN maggio 2025 0,093576 0,08909 0,11064 0,08711
PUN aprile 2025 0,099854 0,09584 0,11508 0,09505
PUN marzo 2025 0,120548 0,12168 0,13486 0,11165
PUN febbraio 2025 0,15036 0,15764 0,15895 0,13991
PUN gennaio 2025 0,13835 0,15161 0,14593 0,12854


Fonte dati: mercatoelettrico.org

 

L’impatto reale: quanto spenderà quindi una famiglia media italiana?

Per capire l’impatto reale sulla nostra quotidianità, dobbiamo tradurre il megawattora in euro. Prendiamo come esempio una famiglia italiana con un consumo medio di circa 2.700 kWh all’anno. Chi ha sottoscritto o mantenuto un contratto a tariffa variabile, dunque legata all’andamento del PUN, subirà immediatamente le conseguenze dei rincari:

  • Lo scorso anno il prezzo medio si aggirava intorno ai 110 €/MWh, quindi, con un PUN medio di circa 0,11 €/kWh, la sola spesa per la materia prima energia costava circa 297 euro all’anno. Aggiungendo perdite di rete, spread del fornitore, costi fissi e tasse, la bolletta complessiva della luce si attestava su una media di 750/800 euro all’anno, circa 65 euro al mese;
  • Con i picchi attuali di oltre 268 €/MWh, pari a 0,268 €/kWh, la sola spesa per la materia prima supera i 723 euro all’anno (+426 euro solo per la materia energia). Risultato finale? La bolletta totale passa da circa 800 euro a oltre 1.250/1.300 euro all’anno, traducendosi in un rincaro secco di circa 500 euro in più all’anno a famiglia, quasi 40 euro in più al mese.

 

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Tetto al prezzo del gas: la risposta del Governo

Il Governo italiano sta già lavorando a un nuovo Decreto Bollette Bis per aiutare i cittadini a fronteggiare questi aumenti. L’unica misura concessa e concordata con l’Unione Europea, prevede un tetto al prezzo del gas destinato alla produzione di energia elettrica.

Il quadro, tuttavia, resta complicato sul fronte degli approvvigionamenti internazionali. QatarEnergy, secondo produttore mondiale di gas naturale liquefatto GNL, ha prolungato il suo “blocco” fino a fine dicembre.

Una notizia tutt’altro che rassicurante in vista dei mesi freddi, quando la domanda di gas cresce in tutta Europa. Con i Paesi che si contendono le medesime forniture per l’inverno, la legge del mercato è spietata: la materia prima scarseggia e i prezzi continuano inesorabilmente a salire.
 

Come difendersi dai rincari energetici?

In momenti di forte volatilità come questo, rimanere “scoperti” con un contratto a prezzo variabile è un rischio troppo alto.

Cosa consigliano quindi gli esperti energetici di Abbassalebollette?

      1. Sottoscrivi una tariffa a Prezzo Fisso: Se hai un contratto a prezzo variabile, questo è il momento ideale per confrontare le offerte sul mercato e bloccare il prezzo della materia prima per 12 o 24 mesi, mettendoti al riparo da ulteriori impennate invernali;
      2. Ottimizza i consumi nelle ore di picco: Visto che i prezzi variano drasticamente durante la giornata, se disponi di una tariffa bioraria o trioraria, cerca di spostare l’utilizzo degli elettrodomestici più energivori nelle ore notturne o nei giorni festivi;
      3. Monitora la tua offerta attuale: Anche se possiedi un prezzo fisso, utilizza strumenti di comparazione per verificare se la tua offerta è adatta ai tuoi consumi o se esistono delle alternative più vantaggiose.Questo è importante anche in caso di contratto vicino alla scadenza: Il tuo attuale fornitore difficilmente ti proporrà di rinnovare con delle condizioni contrattuali vantaggiose.

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